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21 dicembre 2001

cronaca_catania

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Salvo «rivive» in cinque persone
Muore dopo una settimana di coma, sì dei genitori alla donazione degli organi

Sino a sette giorni addietro rappresentava la vitalità in persona: con le sue mille iniziative, con il suo dinamismo, con quella sua professione di istruttore subacqueo che è sinonimo di esuberanza e di perfetto equilibrio psicofisico: adesso, tutti i suoi organi - cuore, reni, pancreas e fegato - «vivono» in altrettante persone che stavano per soccombere al male di cui soffrivano da tempo e che adesso potranno tornare, nell'arco di qualche mese appena, a un'esistenza del tutto normale.
Un episodio triste, questo che riferiamo, ma nello stesso tempo emblematico in quanto rappresenta l'essenza stessa e i risvolti della donazione e del trapianto d'organo, con le contraddizioni, i drammi, le attese, le gioie e i dolori che sono naturalmente correlati a ogni intervento del genere.
Salvo D'Arrigo aveva appena trentasei anni e, oltre a essere un esperto sub, era anche un abilissimo istruttore di immersioni, nonché skipper di imbarcazioni. Come dire: il suo «regno» era il mare e il destino ha voluto che l'incidente che gli è risultato fatale lo avesse proprio mentre si stava recando a mare: infatti, mentre si accingeva a entrare nel porto con la sua moto, Salvo è andato a cozzare contro lo sportello aperto proprio in quell'istante da un automobilista. Ed è stata la fine: il giovane è finito a testa in giù contro il selciato ricavandone un trauma cranico contro il quale nulla hanno potuto fare i medici (dottori Giovanni Castiglione, Sergio Pintaudi) e l'équipe di medici e infermieri della Rianimazione del Garibaldi; al settimo giorno, è cioè l'altroieri, i sanitari hanno dichiarato la morte cerebrale di Salvo. Da qui la coraggiosa decisione dei genitori di donare gli organi, facilitata dal fatto che il figlio era in possesso del tesserino blu che testimoniava la ferma volontà a donare.
Il cuore è quindi stato trapiantato dai professori Mauro Abbate e Angelo Giuffrida e dallo staff della Cardiochirurgia del Ferrarotto a un sessantenne pensionato di Barrafranca, Salvatore Pennisi, mentre i reni sono stati assegnati alla sezione trapiantologica del Policlinico diretta dal prof. Franco Leone (intervento eseguito dai dottori Carmelo Puliatti e Massimiliano Veroux) e al Civico di Palermo. Una delle riceventi è Santa Curcio di Lentini. Il fegato è stato assegnato all'Issmett di Palermo, mentre per il pancreas è giunta da Pisa un'équipe di chirurghi accompagnata da e per Fontanarossa da una staffetta della Polstrada inviata dal comandante Antonio Sireci. Espiantata anche la cute, che è stata conservata nell'apposita «banca» del Cannizzaro. I funerali si svolgeranno stamane alle 9.30 nella chiesa della Madonna di Lourdes.
Angelo Torrisi